La portata del Cismon non è molto inferiore a quella del Brenta, di cui può essere considerato il ramo superiore. Un motto in dialetto primierotto abbastanza conosciuto nelle zone attraversate da questo torrente sostiene infatti che El Brenta no sarìe el Brenta se 'l Cismon no 'l ghe dese na spénta ("Il Brenta non sarebbe il Brenta se il Cismon non gli desse una spinta").

Nel 589 d.C., a seguito di un'alluvione devastante, il Cismon cambiò bacino fluviale, passando dal bacino del Brenta a quello del Piave, fiume nel quale confluiva tra Artèn (Fonzaso) e Caupo (Seren del Grappa). Attualmente, invece, dopo aver attraversato la conca di Fonzaso, dà origine al lago artificiale del Corlo, le cui acque precorrono l'angusta valle di Incino e Rocca (frazioni di Arsiè), fino a riversarsi nel Brenta, in prossimità di Cismon del Grappa.

Le acque del Cismon e dei suoi affluenti sono sfruttate per l'alimentazione di diversi impianti idroelettrici. L'alto corso del Cismon è l'unico torrente trentino che presenta acque nella prima classe di qualità secondo l'indice biotico esteso (IBE), ottime per la pratica della pesca sportiva.